FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI) 2014-2020

Obiettivo specifico: 2.Integrazione / Migrazione legale - Obiettivo Nazionale:
ON3 - Capacity building - lett. m) Scambio di buone Pratiche - Inclusione sociale ed economica SM

E’ parsa una logica conseguenza  della Buona  Pratica per la gestione dei processi interculturali  (definita e sperimentata  dal Progetto Bridge) svilupparne   alcuni elementi  che toccano la questione  degli spazi  di culto da sempre tema  delicato  e poco percepito  come elemento fondamentale  per  il riconoscimento della  pluralità religiosa esistente oggi in Italia e nel resto di  Europa.

Se infatti  atti  e spazi di devozione  possono a volte   accentuare   le frontiere tra le religioni, al contrario  lo sviluppo di una effettiva corrente di  dialogo tra di esse, può costituire una utile spinta  alla ricerca di  luoghi sacri condivisi, nei quali  la coesistenza di differenti  fedi confessionali possa “unire senza  annullare le identità”.

Nel quadro di una nuova  società europea, ormai diffusamente segnata  dalla presenza di una crescente migrazione  caratterizzata  non solo  da una pluralità di culture, ma da pluralismi sociali, culturali, politici e  religiosi, proprio “il religioso” costituisce infatti una delle maggiori componenti  dei possibili e vari “sentire  comuni” ed un significativo fattore di  reciproco riconoscimento e di civile convivenza .

E’ per questo che si è ritenuto importante concludere l’ esperienza del Progetto Bridge sul Dialogo   Interreligioso, con una occasione  di riflessione e confronto  sui “vecchi e nuovi” luoghi di culto che sono andati emergendo  proprio in anni recenti.

Si è così pensato di offrire alla discussione due momenti distinti:

  • alcuni Seminari sulla nascita di spazi  multi religiosi  e sale multiconfessionali che offrano  ai fedeli delle differenti confessioni religiose , incluse quelle minoritarie, la possibilità di raccogliersi nella propria interiorità  a qualunque religione si appartenga;
  • un  Convegno  di approfondimento che, a partire dal quadro delineato dalla Buona Pratica  per la gestione del processi interculturali del Progetto Bridge,  consenta  di valutare e scambiare esperienze di Modelli italiani ed europei sul tema specifico e poco percepito dei  culti condivisi  oggi al centro di largo interesse come passo per una consapevole  convivenza civile,  culturale e religiosa.

It seemed a logical consequence of Good Practice for managing intercultural processes (identified and experimented by the Bridge Project) to develop a few of those elements, which touch on the question of spaces of worship. This has always been a delicate topic, barely understood as a fundamental element to acknowledge the religious plurality, which exists in Italy and in the rest of Europe today.

If actions and spaces of devotion can sometimes actually exacerbate the borders between faiths, the development of an effective flow of dialogue between them can, on the contrary, help to encourage the search for shared holy places, where different confessional faiths can “join together without erasing their identity“.

The framework of today’s new European society is commonly marked by an increase in migration characterised not only by numerous cultures, but also by social, cultural, political and religious pluralisms. “The religious person” is actually one of the major components of various possible “ways of feeling something in common” and a significant factor of reciprocal acknowledgement and for living civilly side by side.

This is why we thought it important to conclude the Bridge Project experience on Interfaith Dialogue with an opportunity to reflect and compare “old and new” places of worship, which have emerged in recent years.

As a result, we thought of offering two distinct moments for discussion:

  • some Seminars on the creation of shared spaces and multi-faith rooms, which offer worshippers of different confessional faiths, including minority groups, the opportunity for their own private worship, whatever religion they belong to.
  • an in-depth  Conference, that starting  from the Model  implemented by the  Bridge Project, allows to evaluate and exchange good national and european Practices  on the theme  of  shared faiths  as a step  to accelerate the paths  of coexistence.

Saranno disponibili  in questa Sezione specifica del sito materiali  di informazione ed approfondimento sulle questioni che saranno trattate  nel corso dei Seminari e del Convegno


Documenti

Le origini della Fede bahá’íScarica
Intervista del Corriere della Sera
del febbraio 2019 ai tre responsabili religiosi
della House of One – Berlino.
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Prévention de la violence et de la discrimination
à l’égard des minorités religieuses parmi
les réfugiés en Europe. Résolution 2328 – 2020 
Assemblée parlementaire – Conseil de l’Europe.
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Stanze multi-religiose nel contesto dell’ospedale catalano: 
trattative e tensioni nella gestione della diversità
Anna Clot-Garrell e Mar Griera
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Sala delle Religioni: a Torino si pregherà insieme
Daniele Campobenedetto, Inchieste, Il giornale dell’architettura
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